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    Il pellegrinaggio alla Mecca

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    الحلاجي محمد
    Servo di Allah

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    Numero di messaggi: 6103

    General Il pellegrinaggio alla Mecca

    Messaggio Da الحلاجي محمد il Gio 26 Feb 2009, 22:40

    Il pellegrinaggio alla Mecca

    Il pellegrinaggio alla Mecca è il quinto pilastro dell'Islam ed è un atto obbligatorio che però può essere compiuto solo a determinate condizioni. Ogni musulmano ha l'obbligo di recarsi alla Mecca almeno una volta nella vita se i suoi mezzi lo consentono.
    Il pellegrinaggio si svolge tra l'ottavo e il tredicesimo giorno del mese di Dhu l-hijjah. Esso costituisce un evento importante nella vita del credente, rappresentando un mezzo di purificazione. Nel viaggio verso e attorno la casa di Dio l'uomo chiede perdono per i suoi peccati e viene purificato attraverso il suo pentimento e la celebrazione dei riti.
    Il musulmano, dopo il pellegrinaggio, porta il titolo meritorio di Hajji, e dovrebbe tendere verso una vita devota. Il pellegrinaggio alla Mecca è anche un valido sistema di integrazione sociale.

    Il luogo del pellegrinaggio è la grande moschea della Mecca che comprende la Ka'bah e la fonte di Zamzam.

    La Ka'bah è un edificio cubico situato più o meno al centro del grande cortile della moschea; nel suo lato orientale è collocata la pietra nera che è un blocco di minerale di colore nero e di origine sconosciuta (la tradizione vuole che l'abbia portata sulla terra l'arcangelo Gabriele dal paradiso terrestre) già sacro ad Abramo e agli arabi preislamici, a cinque piedi dal suolo, in un castone d'argento. Essa è oggetto di venerazione ma non di adorazione.

    Scriveva il viaggiatore arabo-andaluso Ibn Jubayr nel 1184: "Mirare questo santuario e la Venerata Casa è cosa terribile che riempie gli animi d'estasi e rapisce i cuori e gli intelletti. La pietra nera è dal suolo sei palmi e per baciarla chi è alto si china verso essa e chi è basso si allunga. Essa è fasciata da una lamina d'argento, il cui bianco lucente brilla sul lustro nero della pietra.
    Quanti fanno i giri della Ka’ba, vi si gettano sopra come fanno i figlioli sulla madre affettuosa. . . "

    Lo storico Ibn Battutah, originario della Spagna, così descrive il pellegrinaggio a La Mecca all'inizio del XIV secolo: "La grande carovana si ferma presso la sorgente di Tabouc e tutto il mondo si abbevera alle sue acque. Sostano per quattro giorni, per riposarsi, per far bere i cammelli e per preparare le riserve d'acqua prima del viaggio nel deserto pericoloso. " All'arrivo a La Mecca, Ibn Battutah osserva : "E' una grande città, fittamente edificata. . . La Mecca è situata in una valle sterile, ma la benevolenza di Abramo l'ha colmata di frutti di ogni specie: ho mangiato uva, fichi, pesche e datteri come meglio non se ne trovano nel mondo intero. "

    الحلاجي محمد
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    General La Ka'ba, la Casa Sacra di Allah

    Messaggio Da الحلاجي محمد il Gio 26 Feb 2009, 23:48



    La Ka'ba, la Casa Sacra di Allah


    Il Profeta Muhammad, lode e pace su di lui, disse ai suoi compagni che Allah ha promesso che ogni anno seicentomila persone andranno in pellegrinaggio e se il numero di questi dovesse calare, allora gli angeli prenderanno il posto dei mancanti. Nel Giorno della Resurrezione, la Ka'ba avanzerà verso il Paradiso e vi entrerà con i pellegrini.C'è stato anche tramandato da un detto profetico che la "Pietra Nera" posta nel muro della Ka'ba è un gioiello tra quelli del Paradiso e sarà innalzata nel Giorno della Resurrezione e che in quel giorno avrà due occhi e una lingua che testimonierà per coloro che l'hanno baciata e che hanno creduto alla sua veridicità. La frase detta mentre si tocca la Pietra Nera è: "Oh Allah, credo in Te e so che il Tuo Libro è la Verità e l'adempimento della mia promessa a Te."Il Profeta, lode e pace su di lui, è stato visto baciarla molte volte. Ci fu un tempo in cui i califfi Omar e Ali (r.a.) erano su un cavallo durante la circoambulazione della Ka'ba. Quando Omar raggiunse la Pietra Nera si inclinò in avanti e la toccò con il suo frustino e lo baciò. Disse che sapeva che si trattava solo di una pietra e non avrebbe potuto danneggiarlo, né portargli beneficio e finché non avesse visto il Profeta, lode e pace su di lui, baciarla, lui non l'avrebbe mai baciata. Poi scoppiò a piangere e alzò la voce dicendo ad Ali (r.a.): "Oh padre di Hassan, segui il mio consiglio e supplica, poiché la tua supplica sarà accolta." Ali (r.a.) disse: "Oh Guida del Fedele, possiede sia il beneficio che il danneggiamento." Omar (r.a.) chiese di quali si trattasse e Ali rispose: "Quando Allah ricevette la promessa dai discendenti di Adam (a.S.), Egli scrisse i loro nomi su una pergamena e mise la sua stampa su questa Pietra. Affinchè possa testimoniare per coloro che hanno mantenuto la loro promessa e contro i miscredenti."

    E' stato anche riportato che ogni notte Allah osservi il mondo. Per primo osserva coloro che sono alla Mecca e tra questi guarda prima coloro che visitano la Sacra Moschea. Egli perdona coloro che vede circoambularla, coloro che vede pregare e anche coloro che stanno in piedi innanzi alla Ka'ba.

    الحلاجي محمد
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    General Vivere alla Mecca

    Messaggio Da الحلاجي محمد il Gio 26 Feb 2009, 23:52

    Vivere alla Mecca

    Coloro che temono Allah preferiscono non vivere alla Mecca per tre ragioni e si preoccupano per coloro che vivono là perché:

    1. C'è il pericolo che coloro che vivono alla Mecca possano divenire immuni e prendere la Casa Sacra come cosa scontata e questo potrebbe causare l'indifferenza del cuore e sopprimerne la reverenza. Questo è il motivo per cui Omar (r.a.) era solito rimandare sulle loro strade i pellegrini dicendo: "Yemeniti, tornate nello Yemen! Siriani, tornate in Siria e voi iracheni, tornate in Iraq." Era per quella stessa ragione che impediva un'eccessiva circoambulazione della Ka'ba e fu udito dire: "Temo che la gente divenga immune a questa Casa."

    2. Quando si fa ritorno dalla Mecca, il ricordo della visita alla Casa Sacra è tenuto caro e crea l'urgente bisogno di ritornarvi. Invece se si vivesse lì per un anno c'è la possibilità che l'ardore si affievolisca, e forse penserà di voler vivere in un altro luogo.

    3. La paura di compiere il peccato. Questo è molto importante, poiché i peccati commessi alla Mecca sono puniti molto più severamente visto la Santità del luogo, e sono tali da provocare l'Ira di Allah. Wuhayb, figlio di Al Ward (r.a.) disse ai suoi compagni che una notte, mentre stava pregando vicino alla Pietra Nera, udì una conversazione tra la Ka'ba e la sua copertura in cui si diceva: "Mi lamento ad Allah e poi a te Gabriele (a.S.), per quel che fanno coloro che mi circoambulano attorno, per i pensieri che hanno, per la loro vanità e per le loro chiacchere. A meno che non la smettano, io darò uno scossone così potente da far tornare tutte le mie pietre alle colline da cui vennero estratte."

    Il figlio di Mas'ud (r.a.) disse: "Non vi è altra città come la Mecca in cui la gente venga punita per la propria intenzione, prima che passi all'azione." Poi recitò il verso:

    "Quanto ai miscredenti che distolgono [le genti] dalla via di Allah e dalla Santa Moschea che abbiamo istituito per gli uomini... - e chi vi risiede e chi vi si reca sono uguali - e a chiunque insolentemente la profana, faremo provare un doloroso castigo." (22:25)

    Il beneficio di vivere a Medina

    Medina, la Città del Profeta (s.A.a.s.), lode e pace su di lui, è un posto eccellente in cui vivere. Ogni buona azione compiuta a Medina viene ricompensata molto di più. Riguardo al pregare nella Moschea del Profeta, il Profeta, lode e pace su di lui, disse: "Una preghiera compiuta nella mia moschea porta ricompense mille volte più grandi di una preghiera recitata in un'altra moschea, fatta eccezione per quella detta alla Mecca. La solita cosa vale per le buone azioni. Il figlio di Abbas (r.a.) disse ai suoi compagni che: "Una preghiera detta nella Moschea del Profeta viene ricompensata come diecimila preghiere dette in un qualsiasi altro luogo. Una preghiera detta nella Moschea di Al Aqsa a Gerusalemme vale cinquemila preghiere dette in un qualsiasi altro luogo. Una preghiera recitata nella Moschea Sacra vale quanto centomila preghiere dette in un altro luogo." Il Profeta, lode e pace su di lui, disse: "Quando qualcuno perdura nel rigore e nell'austerità a Medina, io intercederò per lui nel Giorno della Risurrezione." E ha detto anche: "Se qualcuno ha la possibilità di morire a Medina, lasciatelo morire là, poichè nessuno morirà là senza che io interceda per lui nel Giorno della Risurrezione."

    Oltre a questi tre posti, l'unico altro posto che è estremamente meritorio è la frontiera, di questo il Profeta, lode e pace su di lui disse: "Sorvegliare la frontiera per un giorno e una notte è meglio di un mese di digiuno e della preghiera in piedi. Se qualcuno venisse ucciso in queste circostanze, la sua ricompensa continuerà per quel che era solito fare insieme alla sua preparazione e sarà al sicuro dal Tentatore (l'inquisizione della tomba)":

    الحلاجي محمد
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    General I REQUISITI DEL PELLEGRINAGGIO

    Messaggio Da الحلاجي محمد il Gio 26 Feb 2009, 23:57

    I REQUISITI DEL PELLEGRINAGGIO

    Ci sono alcune condizioni obbligatorie riguardanti il pellegrinaggio (Hajj).

    1. Il pellegrino deve essere un musulmano.

    2. Una persona in schiavitù non può andare in pellegrinaggio.

    3. L'essere abili e consapevoli.

    4. L'aver raggiunto l'età della pubertà.

    5. Il pellegrinaggio si compie durante il suo periodo specifico.

    6. L'essere in buone condizioni di salute e finanziarie, ciò include il costo del viaggio, le provviste necessarie e denaro sufficiente a mantenere quelli che restano a casa.

    7. Deve essere sicuro viaggiare.

    La capacità finanziaria

    Le spese affrontate nel compiere il pellegrinaggio devono essere totalmente svincolate da una qualsiasi fonte illegale (haram), non devono essere corrotte. Il pellegrino dovrebbe inoltre essere libero da eventi che lo distolgono a proposito dei suoi affari in modo che il suo cuore e l'attenzione vadano esclusivamente al ricordo di Allah.C'è un detto trasmesso da un familiare del Profeta che ci informa che fino alla fine del tempo ci saranno quattro gruppi di persone che compiranno il pellegrinaggio. Un gruppo consisterà in coloro che vanno in pellegrinaggio come ad un'escursione; un altro gruppo andrà per assicurarsi gli affari; un altro gruppo sarà costituito da mendicanti in cerca di donazioni e l'ultimo gruppo saranno i recitatori del Corano che cercano di migliorare la propria reputazione. E a proposito di coloro che ricevono il pagamento per compiere il pellegrinaggio per conto di un altro musulmano questo non viene accettato da molti studiosi a meno che l'intenzione di questa persona non sia quella di stabilirsi alla Mecca e che non possieda il denaro per andare là poichè lo scopo è quello di utilizzare mezzi materiali per un proposito spirituale, ma non viceversa. Quando prevarranno queste circostanze allora l'obiettivo della persona che compie il pellegrinaggio per conto di un altro deve essere quello di visitare la Casa Sacra di Allah mentre assiste qualcun'altro e ciò lo solleverà dal suo obbligo. Il Profeta Muhammad, lode e pace su di lui, disse: "Allah, sia Egli Esaltato, ammette tre tipi in Paradiso che abbiano compiuto un solo pellegrinaggio per tutti e tre: il testamentario che lo lascia nel testamento; colui che porta le sue volontà e quello che compirà il pellegrinaggio in vece del suo fratello." La persona che si assume la responsabilità di compiere l'obbligo di qualcun'altro deve aver già adempiuto precedentemente al proprio pellegrinaggio, prima di prendersi questo incarico. Comunque se questi si volesse prendere questa responsabilità come un modo di guadagnarsi da vivere, gli studiosi sono dell'opinione che sia meglio evitare di fare ciò, questo è perché Allah ha dato il mondo per la religione, ma non la religione per le cose mondane.

    Non è proibito essere presi a salario come prova questa citazione: "Chiunque vada a prendere a parte nella campagna l'Amore di Allah, e quel che ne trae uno stipendio è come la madre di Mosè che allattò suo figlio e prese la sua paga." Da ciò comprendiamo che una persona che è presa a lavorare è in una posizione simile a quella della madre di Mosè (a.S.), poiché egli prende il suo guadagno con l'intenzione di compiere il Pellegrinaggio e di visitare luoghi santi. Non va in Pellegrinaggio per il desiderio di ricevere un salario, ma è la situazione opposta, così come la madre di Mosè accettò di essere pagata per allattare il proprio figlio per occultare la sua relazione di sangue.

    الحلاجي محمد
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    General Tassazione illecita

    Messaggio Da الحلاجي محمد il Ven 27 Feb 2009, 00:01

    Tassazione illecita

    Se un pellegrino che abbia già adempiuto al pellegrinaggio obbligatorio desiderasse andare di nuovo in pellegrinaggio ma si trova a affrontare tasse imposte dai capi dei banditi di Mecca che, impediscono di raggiungere la Sacra Moschea senza che si sia effettuato un pagamento, oppure trova beduini che cercano di estorcere denaro ai pellegrini, allora è meglio fuggire da ciò poiché, se qualcuno li pagasse incoraggerebbe questa pratica illecita. Gli studiosi sono dell'opinione che, quando una persona si ritrovi ad affrontare una tale situazione, è meglio per lui tornare a casa e abbandonare il pellegrinaggio volontario, poiché questi pagamenti sono eretici e possono divenire pratiche consolidate se si assecondassero.

    E' meglio vestirsi da poveri per attrarre meno l'attenzione di certa gente, anziché ostentare un'affluenza qualsiasi. Ma se qualcuno soddisfa la loro richiesta e si giustifica dicendo: "Sono stato obbligato a farlo" questo non basta, poiché se fosse tornato a casa non avrebbe sostenuto la loro innovazione illecita.

    Provviste

    Il pellegrino deve portare con sè fondi sufficienti a ricoprire i bisogni necessari, invece di trasportare denaro perché gli rifornisca lussi inutili. Tuttavia, quando deve fare una donazione caritatevole sarebbe bene che desse tutto quel che può. Quindi sarebbe bene provvedere per sè con moderazione ed essere liberale nella carità.Spendere nel pellegrinaggio equivale a spendere nella Via di Allah, e ogni moneta spesa è pari al valore di settecento volte una moneta come quella. Il figlio di Omar (r.a.) fu udito commentare: "Il pellegrino più virtuoso è colui la cui intenzione è la più sincera, la spesa più appropriata e che sia sicuro nel suo credo."

    Il Messaggero di Allah, lode e pace su di lui, disse ai suoi compagni, "Per un pellegrinaggio benedetto non vi è ricompensa se non il Paradiso." Quando gli fu chiesto che cosa rendesse benedetto un pellegrinaggio egli rispose, "Parlare bene e sfamare il povero."

    Comportamento

    Allah dice: "Il Pellegrinaggio avviene nei mesi ben noti. Chi decide di assolverlo, si astenga dai rapporti sessuali, dalla perversità e dai litigi durante il Pellegrinaggio." (2: 197).

    Da questo ammonimento un pellegrino sà che deve abbandonare ogni forma di trasgressione considerevole, l'indecenza, l'immoralità, il male e le liti. L'indecenza e l'immoralità comprende non solo le azioni, ma il parlare a vanvera che stimola il risveglio sessuale, e tutte le cose che conducono o che possono condurre alle cose proibite. Ciò include l'uso di linguaggio osceno o sciocco. Litigare, o essere provocatori crea ostilità e coinvolge entrambe le parti e coloro che ascoltano da lontano. Disturba e distrae il cuore dalla nobiltà dell'evento del pellegrinaggio. Sufyan (r.a.) disse, "Il comportamento indecente contamina il pellegrinaggio." Mentre il Profeta, lode e pace su di lui, disse ai suoi Compagni che dal momento che il parlare correttamente durante il pellegrinaggio è benedetto, così come premunirsi del cibo, l'essere provocatori non è compatibile con il parlare correttamente, per questo non affliggere gli altri con problemi, ma al contrario adotta una buona condotta.

    Il viaggio implica difficoltà, testa il carattere di ognuno e le circostanze provocano la pazienza che può portare a discussioni. Il viaggio può anche rivelare le caratteristiche migliore o peggiori di un pellegrino. E' il momento in cui i viaggiatori scoprono la vera personalità dei loro compagni. E' fortemente raccomandato di comportarsi gentilmente con i propri compagni così come si viaggiasse verso la Casa di Allah.

    Mezzi di trasporto

    Coloro che hanno la benedizione di vivere vicino la Terra Sacra sono incoraggiati a fare il pellegrinaggio a piedi, poiché per ogni passo compiuto ci sono settecento ricompense che sono connesse al Sacro Santuario. Quando al fglio di Abdullah Abbas fu chiesto delle ricompense, egli rispose: "Un'azione buona nel Santuario è ricompensata centomila volte." Camminare tra le strade che Allah ha stabilito per il pellegrinaggio è una cosa ricca di ricompense in modo particolare tra la Mecca, Arafat e Mina. Allah dice:

    "Completate il pellegrinaggio (Hajj) e fate la visita (Umrah, il pellegrinaggio minore) per Allah" (2:196).

    I Califfi Omar e Ali e il compagno ibn Mas'ud (r.a.) spiegarono questo verso come se significasse che un pellegrinaggio perfetto è quello in cui l'intenzione è fatta quando uno parte da casa a piedi verso il luogo in cui vengono indossati la tunica del pellegrinaggio (Ihram).

    Esiste anche un parere di studiosi che affermano sia meglio utilizzare un mezzo di trasporto, poiché questo implica un numero minore di provviste, crea meno disturbo e perciò contribuisce ad un adempimento sicuro del pellegrinaggio. In realtà questa opinione non contraddice la prima e si dovrebbe considerare ogni singolo caso; se qualcuno è debole o incapace di camminare il mezzo di trasporto è la risposta.

    Mezzi di trasporto modesti

    Se il pellegrino decidesse di affrontare il pellegrinaggio su un animale, allora si dovrebbe evitare il lusso ci una lettiga a baldacchino a meno che non si tema la mancanza di abilità nel cavalcare un animale. Questo è per ridurre il carico all'animale e per evitare di ostentare orgoglio. Più modeste sono la sella e le redini meglio è. Il Profeta, lode e pace su di lui, una volta cavalcò un cammello durante il pellegrinaggio, la sua sella era logora e l'imbottitura in brandelli. Quando giunse alla Ka'ba, circoambulò in groppa al cammello e da ciò i Compagni osservarono la sua condotta e il comportamento. Egli disse loro: "Prendete i vostri rituali da me."

    Gentilezza verso la propria cavalcatura

    Il pellegrino dovrebbe mostrare gentilezza nei confronti dell'animale che cavalca e non caricarlo con cose pesanti al di là della sua capacità. L'animale dovrebbe godere di momenti di riposo e sarebbe bene non farlo camminare di continuo. Chiunque danneggi un muto animale o lo sovraccarichi ne sarà ritenuto responsabile nel Giorno del Giudizio. Quando il compagno Abul Darda (r.a.) fu sul punto di morire disse al suo cammello, "Cammello, non lamentarti di me al tuo Signore, poiché non ti ho mai sovraccaricato."

      La data/ora di oggi è Mar 22 Mag 2012, 08:57